Dormire in una piccola casa sull’albero, nascosti dalle foglie. Alzi la mano chi non lo ha desiderato da piccino, magari arrampicandosi sui rami robusti di un albero in giardino o in un parco. Un vero e proprio sogno, che spesso non si esaurisce con gli anni dell’infanzia, ma che anzi si rinnova persino in età adulta. La casa sull’albero, l’archetipo del rifugio e della pace con se stessi e con la natura. Non è un caso, infatti, che dalla Spagna alla Scandinavia abbiano pensato a posti letto sugli alberi, sotto le stelle.
Un albergo sospeso, che nasce a Biccari, in provincia di Foggia, nel cuore dei Monti Dauni, pensato in modo ecosostenibile e perfettamente integrato nel contesto naturalistico, fatto apposta per arricchire l’offerta di esperienze, avventure, divertimento e natura che la Daunia offre.
Si tratta di piccole casette di tre metri per tre in legno, ciascuna in grado di ospitare fino a quattro persone, completamente sostenibili e green, installate su una robusta piattaforma e ancorate alle radici di alberi enormi, ben al sicuro, ideate e realizzate dall’Associazione Daunia Avventura per completare il catalogo delle attività offerte nelle foreste della zona, che vanno dal trekking ai percorsi di orienteering passando per il tiro con l’arco.
Le casette sull’albero sono il primo esempio di bed&tree in Italia, una serie di rifugi sugli alberi affacciati sul lago Pescara e il Monte Cornacchia, la vetta più alta della regione. Realizzata con il contributo del Comune di Biccari, prima, e di quello della Regione Lazio, l’esperienza, sottolineano gli organizzatori dell’iniziativa, è simile a quella di dormire in tenda all’esterno, ma è sicuramente più comoda e confortevole.
Inizialmente pensata come offerta didattica per le scolaresche, il progetto ha preso piede e le prenotazioni sono salite in modo importante, fino a spingere l’associazione ad ipotizzare la creazione di ben settemila casette per disseminarle lungo il bosco. Per una vacanza completamente integrata nella natura circostante e, soprattutto, ecosostenibile.
A livello turistico l’iniziativa è destinata ad andare lontano, le richieste per un posto nelle stanze sull’abero sono tantissime, circa 500 pernottamenti nel primo anno di vita del progetto, al punto di spingere gli organizzatori del Daunia Avventura di allargare il bacino di utenti non solo alle scolaresche ma anche a chi ha voglia di vivere, almeno per una notte, a contatto assoluto con la natura, respirando aria pulita.
(Immagine in evidenza e a corredo del testo tratta dalla pagina Facebook di Daunia Avventura)
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