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IMPORTANZA DEL PRANZO IN FAMIGLIA
A casa mia funzionava così. Mio padre tornava sempre a casa a ora di pranzo, giusto il tempo per mangiare con tutti noi (la moglie e quattro figli maschi), poi si metteva un quarto d’ora in poltrona e tornava in ufficio. Il rito era talmente consolidato che noi figli, nel giorno del compleanno di ciascuno, conquistavamo un preciso diritto, sotto forma di regalo: decidere il menù. E io andavo sul pesante. Tortellini alla panna, alici indorate e fritte, profiteroles con cioccolata e panna. Niente male, e addio dieta.
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RITO PRANZO IN FAMIGLIA CANCELLATO
L’antica consuetudine del pranzo in famiglia ormai resiste solo la domenica e riguarda il 52 per cento delle famiglie italiane, quelle dove ci sono persone più anziane. Sta dunque andando verso la scomparsa. I ragazzi under 25, per esempio, nell’85 per cento dei casi vogliono essere liberi anche e specialmente nei giorni di festa e non mostrano alcun interesse, magari neanche lo conoscono, per l’antico rito. Durante la settimana non se ne parla: tutti ci ingozziamo qualcosa, stupidi panini in piedi, e nessuno, anche avendo il tempo, pensa a tornare a casa. Il pranzo familiare è stato cancellato.
Vorrei provare a farvelo riconquistare senza nostalgie, misurandolo con i problemi che abbiamo nelle nostre mura domestiche e proiettandolo verso il futuro. Tutti abbiamo, in famiglia, un tema che riguarda la comunicazione interna. Parliamo poco tra di noi, invasi dalle protesi elettriche ed elettroniche. Ognuno si chiude nel suo spazio di relazioni, spesso virtuali, e coltiva la sua tribù, esterna al focolare familiare. È la modernità, bellezza, quindi è inutile provare a fermarla con le nostre povere braccia.
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COSA INSEGNA IL PRANZO IN FAMIGLIA
Ma abbiamo un’idea, una sola, di quante cose perdiamo rinunciando alla tavola condivisa? Il pranzo in famiglia è un’occasione più unica che rara per condividere qualcosa tutti insieme, per confrontarsi, per discutere e semmai anche per litigare. Perché sprecarla? In fondo è un piacere, non dobbiamo percepirlo come un dovere. Di fronte a padri assenti, o truccati da amiconi dei figli, a madri che svolgono il triplo lavoro (in un ufficio, nella propria casa, e nelle case di genitori e suoceri anziani), mangiare insieme è anche un’occasione per riequilibrare i pesi all’interno della famiglia. Distribuirli meglio.
Poi c’è l’effetto educativo e terapeutico su un’altra cosa che abbiamo smarrito: il piacere assoluto della conversazione, quella reale e non quella virtuale, velenosa e occasionale, sul web. La conversazione, davanti a un piatto di spaghetti, con un bel bicchiere di vino, è un altro piacere della vita, e allena al confronto, a stare insieme, a uscire dalla trappola dell’Io e del narcisismo. Parlare e ascoltare, con la conservazione a tavola, diventano due comportamenti paralleli che non si toccano a vicenda, ma producono una sinergia molto gradevole. La sinergia del buonumore, della battuta, anche tagliente, della risata di gruppo. Tutte pillole naturali contro la solitudine e il rancore che, nel buio delle nostre anime inquiete, è sempre dietro l’angolo.
PIACERE DI MANGIARE A TAVOLA INSIEME AGLI ALTRI
Mangiare insieme significa scoprire prima il piacere e poi il senso del cibo. E quindi non sprecarlo. Non siete studi di tuti questi chef che dettano legge a caro prezzo? Non è triste mangiare da soli con un food delivery? Se volete rompere questa monotonia, il pranzo in famiglia è l’occasione ideale almeno per provarci. E pazienza se, a forza di stare insieme a tavola, ci scappa il litigio, il conflitto: fa parte del gioco e della vita. Intanto, avrete scoperto un’occasione per non gettare il cibo nella spazzatura.
LA TAVOLA E IL POTERE DELLA CONDIVISIONE
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