Perdita dell’olfatto: cause, cure e prevenzione

Dalla sinusite al trauma cranico: cosa può danneggiare i nervi olfattivi. Non esistono medicinali, ma solo la terapia degli odori e dei profumi. Spezie, aromi naturali, agrumi e oli essenziali.

PERDITA DELL’OLFATTO

Può essere un disturbo transitorio, ma anche definitivo. Difficilmente è il sintomo di problemi più gravi, ma in ogni caso la perdita dell’olfatto, o anche detta anosmia, va valutata con attenzione con il proprio medico.

Tipi di perdita dell’olfatto

La perdita dell’olfatto può avere diversi sviluppi, da qui anche una diversa classificazione della patologia.

  • Anosmia e iposmia. Indicano la mancanza o la carenza dell’olfatto, che può essere causata da patologie (polipi nasali, infezioni virali, malattie neurodegenerative), condizioni temporanee come il trattamento con farmaci (alcuni antibiotici e antistaminici) o una radioterapia, fattori come fumo, problemi dentali o l’esposizione a sostanze chimiche quali insetticidi o solventi. L’anosmia può essere provocata anche da traumi cranici ed è una perdita completa dell’olfatto; l’iposmia invece indica una perdita parziale.
  • Parosmia. Descrive un cambiamento nella percezione personale degli odori: un aroma familiare che risulta distorto o diverso, oppure qualcosa che di norma ha un buon profumo viene avvertito come disgustoso (in questo caso si definisce anche disosmia).
  • Fantosmia. Si tratta invece del la percezione di odori che non esistono nella realtà.
  • Ageusia. Significa non sentire il sapore dei cibi.

Cause

La perdita dell’olfatto è, nella maggior parte dei casi, la conseguenza di infezioni virali che possono distruggere o danneggiare i nervi olfattivi.

Inoltre, invecchiando, l’olfatto sicuramente peggiora e si calcola che dopo i 70 anni una persona su cinque non sappia più riconoscere correttamente gli odori del fumo e del gas. In generale, in Italia si stima che circa il 12 per cento della popolazione abbia un’alterazione dell’olfatto. A parte l’avanzamento degli anni, tale perdita può essere associata ad altre malattie, e in questo caso va ben valutata con il medico:

    • Raffreddore
    • Sinusite
    • Polipi nasali
    • Covid-19: è diventata una tra le cause più comuni di perdita dell’olfatto
    • Deviazione del setto nasale
    • Assunzione di alcuni farmaci, in particolare i chemioterapici
    • Traumi cranici: un colpo alla testa che danneggia i nervi olfattivi o le aree del cervello responsabili dell’elaborazione degli odori può portare a una perdita temporanea o permanente dell’olfatto.
    • Esposizione a sostanze chimiche: può danneggiare i nervi olfattivi, portando a una perdita dell’olfatto.

Tra le cause della perdita dell’olfatto bisogna includere anche la possibilità dei casi congeniti: ovvero le persone che nascono senza olfatto.

Rimedi

Se si tratta di una perdita transitoria, legata per esempio a un raffreddore in forma acuta, un’allergia o una sinusite, l’anosmia passa da sola e nel giro di pochi giorni. Non avete bisogno né di medicinali, né di specifiche terapie. In caso contrario, sarà il medico a dirvi se e quando ricorrere a specifici antibiotici.

Cure e trattamenti

La perdita dell’olfatto, se ha origini più significative e su indicazione del medico, va affrontata sulla base delle sue cause. Se l’anosmia è causata da un’infezione virale, come un raffreddore o la COVID-19, la perdita dell’olfatto potrebbe essere temporanea. In questi casi, il trattamento si concentra sulla gestione dei sintomi del raffreddore, come il riposo e l’idratazione. Anche nel caso dei polipi nasali, l’olfatto si recupera eliminando il problema a monte, con il trattamento con steroidi o con un mini-intervento chirurgico.

Riabilitazione olfattoria

riabilitazione olfattoria

Negli anni Duemila il ricercatore tedesco Thomas Hummel mise a punto un protocollo per la riabilitazione olfattoria, diventato poi standard per affrontare la perdita dell’olfatto. Il paziente, per un minimo di 12 settimane, deve annusare per due volte al giorno boccette contenenti quattro oli essenziali: rosa, eucalipto, chiodi di garofano, limone. Dopo sei mesi, questi oli vengono cambiati, e dovrebbero iniziare i primi miglioramenti significativi. La terapia è lunga, ma di solito funziona.

Perdita dell’olfatto e Covid

Purtroppo la perdita dell’olfatto è uno dei più frequenti effetti collaterali, nel medio e lungo termine, del Covid-19. Circa l’80 per cento dei pazienti colpiti dal coronavirus hanno avuto alterazioni dell’olfatto e del gusto. Che fare? Inutile sprecare soldi con medicinali che non funzionano: meglio puntare sui profumi: spezie, aromi naturali, agrumi e oli essenziali. In modo da riprendere, lentamente, le proprie capacità olfattive. Intanto la ricerca è molto impegnata, considerando la diffusione di questo problema, a individuare nuove, possibili terapie per recuperare la sensibilità olfattiva dopo il Covid-19.

Conseguenze della perdita dell’olfatto

Una perdita dell’olfatto molto prolungata può avere conseguenze a catena  piuttosto dannose per la nostra salute. Si parte dalla perdita dell’appetito e si arriva alla mancanza di voglia di cibo. Da qui dimagrimento, malnutrizione e una possibile forma di depressione. Ma anche, in alcuni casi, difficoltà a parlare e deglutire.

La perdita dell’olfatto ha anche altri effetti collaterali.

  • Rischi per la sicurezza: l’olfatto svolge un ruolo importante nell’individuare pericoli come fumo, gas o cibo avariato. Senza questa capacità, una persona può essere esposta a rischi maggiori in situazioni quotidiane.
  • Riduzione del piacere del cibo: l’olfatto è fondamentale per il gusto. La perdita dell’olfatto può ridurre significativamente l’esperienza del cibo e del bere, portando a una minore motivazione a mangiare, con conseguente perdita di appetito e, in alcuni casi, malnutrizione.
  • Implicazioni psicologiche: la perdita dell’olfatto è spesso associata alla perdita di un’importante connessione sensoriale con il mondo, e l’olfatto è anche un importante mezzo di connessioni emotive.
  • Possibili problemi di memoria e di riconoscimento: l’olfatto è collegato a centri cerebrali legati alla memoria e alle emozioni. La perdita dell’olfatto potrebbe influire su queste aree, portando a difficoltà nel ricordare eventi legati a esperienze sensoriali olfattive.

Come si allena l’olfatto

Per allenare l’olfatto, specie con il passare degli anni, il metodo più efficace e semplice è quello della Smell and Taste Clinic dell’università di Dresda, che riprende il protocollo di Hummel.

  • Odorate per 10 minuti, 2 volte al giorno, per 3 mesi, quattro categorie di odori.
  • Gli odori privilegiati per questo esercizio sono: rosa, eucalipto, limone, chiodi di garofano.

Prevenzione

uomo mascherina

Alcuni interventi preventivi sono preziosi per evitare la perdita dell’olfatto.

  • Mantenere una buona igiene nasale: pulire regolarmente le cavità nasali può aiutare a prevenire infezioni e congestione che potrebbero compromettere l’olfatto. L’uso di soluzioni saline nasali o spray può essere utile.
  • Evitare esposizioni nocive: proteggere il naso da sostanze chimiche irritanti, fumo e inquinamento atmosferico può prevenire danni alle cellule olfattive. Se lavorate in ambienti con polveri o sostanze chimiche pericolose, indossare una maschera protettiva può ridurre il rischio.
  • Trattare tempestivamente le infezioni respiratorie: il raffreddore, la sinusite o altre malattie respiratorie possono danneggiare temporaneamente l’olfatto. Trattarle tempestivamente può ridurre il rischio di danni permanenti.
  • Gestire le allergie: le allergie stagionali o croniche possono causare congestione nasale e influire sull’olfatto.
  • Mantenere uno stile di vita sano: una dieta equilibrata e l’esercizio fisico regolare possono supportare la salute generale del corpo, incluso il sistema nervoso e olfattivo.
  • Evitare il Covid-19: come abbiamo visto è diventato una delle principali cause della perdita dell’olfatto.

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