Prodotti alimentari contraffatti: danni per i consumatori e per le aziende (VIDEO)

Parmigiano, olio, mozzarelle. I falsi a tavola valgono oltre 1 miliardo di euro all'anno. Con tanti rischi per la salute di chi li acquista

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Il cibo contraffatto purtroppo è sempre dietro l’angolo. Dalla pasta ai formaggi.

Ma di fronte ai tanti rischi del cibo contraffatto (un potenziale spreco di salute e di soldi), ci sono però delle contromisure e delle difese che possono risultare vincenti.

  • L’etichetta.  Deve essere chiara, leggibile, e secondo le norme. Quindi, deve contenere tutte le informazioni sugli ingredienti e sulla provenienza dell’alimento. Un piccolo segreto: se notate qualche errore di ortografia o di grammatica nel testo dell’etichetta, è molto probabile che quel cibo sia contraffatto. Le scritte sulle etichette devono essere ben visibili e in italiano e il consumatore deve poter leggere contemporaneamente tutte le indicazioni, senza la necessità di dover girare o spostare lo sguardo in un altro punto del prodotto
  • La provenienza.  Si tratta di un aspetto fondamentale: senza l’origine e la provenienza ben indicate, il cibo non va preso neanche in considerazione.
  • Chilometro zero. Ogni volta che acquistate un cibo, dal formaggio alla frutta, a chilometro zero, non correte rischi di contraffazione.
  • Il prezzo. Un costo troppo basso non significa che state facendo un buon affare, ma potreste avere qualche brutta sorpresa. La qualità del cibo ha un valore, che si riflette anche nel prezzo.
  • La confezione. Anche l’involucro può essere indicativo: quando è fatto male e risulta danneggiato non c’è da stare troppo sicuri.
  • Certificazioni di qualità. Alcuni cibi hanno certificazioni di qualità DOP (Denominazione di Origine Protetta) o IGP (Indicazione Geografica Protetta). Questi marchi, a meno che non siano contraffatti, sono certamente una garanzia di qualità del prodotto.
  • Oltre queste indicazioni, per individuare un cibo contraffatto potete fare riferimento all’aspetto e alle sue caratteristiche sensoriali.
  • Colore e consistenza: se vi sembrano anomale, è già un segnale. Un esempio? Un olio di oliva troppo chiaro, di un giallo che tende al bianco, non è sicuramente di qualità.
  • L’odore: se risulta strano, artificiale o chimico, è un altro segno che il cibo potrebbe essere contraffatto. Gli alimenti autentici di solito hanno un profumo naturale.
  • Sapore: se assaggi il prodotto e il sapore è diverso dal solito, è un altro campanello d’allarme da non sottovalutare.  da considerare. Il gusto potrebbe essere più debole o completamente diverso da quello originale.
  • L’aspetto deve essere quello naturale, e non altro.

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