La premessa è che un vaccino contro il cancro, universale per qualsiasi tipo di tumore, non esiste e probabilmente non vedrà mai la luce. La novità importante è che iniziano a venire fuori risultati importanti, nel corso delle varie sperimentazioni, per vaccini contro alcuni tipi di cancro, e in particolare alla cute, alle ovaie, al cervello e al polmone. In comune, queste terapie mostrano la capacità di addestrare e formare il sistema immunitario a riconoscere i tumori ed a impedirne la crescita. Vediamo quali sono le più avanzate, sul piano della ricerca e dei futuri, possibili sviluppi.
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Melanoma
Conosciuto con la sigla mR-na-4157 (V940), questo vaccino ha superato la fase 2, realizzata su pazienti ai quali il tumore era stato asportato già in fase avanzata. I risultati sono più che soddisfacenti: tre anni dopo il trattamento, il rischio di recidiva si è dimezzato. Per vedere se il vaccino. Sviluppato dalle aziende americane Moderna e Merck, possa considerarsi davvero efficace, bisognerà aspettare gli esiti delle fasi successive, intanto le due aziende farmaceutiche hanno avviato al sperimentazione su altri tipi di tumori. E Paul Burton, direttore sanitario di Moderna, intervistato dal quotidiano inglese The Guardian ha dichiarato che molto probabilmente entro il 2030 saranno già in commercio vaccini contro alcuni tipi di cancro.
Tumore al pancreas
In questo caso si tratta di un vaccino personalizzato, conosciuto come autogene cevumeran, che secondo i primi risultati potrebbe abbattere in modo significativo il rischio di recidiva del tumore al pancreas (uno dei più aggressivi), dopo l’intervento. In questo caso, le aziende impegnate sul fronte della ricerca sono la BioNtech e la Genentech.
Tumore al cervello, alla testa e al collo
La sperimentazione in atto più avanzata riguarda il glioblastoma, il più diffuso tumore al cervello. Il vaccino antitumorale, in questo caso il nome è a mRna, è stato testato da un gruppo di studiosi dell’Università della florida, con una buona risposta in termini immunitari. L’idea di utilizzare i vaccini a mRna per combattere il cancro non è affatto nuova, ma finora c’è stata una sequela di fallimenti. Poi sono arrivati i primi risultati concreti, come quelli presentati al recente congresso dell’American Association for Cancer Research (AACR) svoltosi a San Diego. I vaccini a mRNA si sono rivelati utili nel trattamento dei tumori testa collo e nel tumore del pancreas, specialmente nell’evitare le recidive post-operatorie.
Tumore al colon
L’immunologa dei tumori Olivera Finn dell’Università di Pittsburg sta sperimentando un vaccino preventivo che può essere somministrato in una fase pre-cancro, quando un individuo sviluppa neoplasie benigne chiamate polipi (che non sono pericolose ma possono diventare maligne) all’interno del colon. Il vaccino ha come bersaglio una forma anomala di una proteina chiamata MUC1, prodotta da alcune cellule non maligne dei polipi del colon. Il risultato è stato una riduzione del 38% delle recidive nei tre anni successivi alla vaccinazione di circa 50 individui con polipi in stadio avanzato.
Tumore alle ovaie
Qui siamo ancora ai primi passi, ma una nuova strada si è aperta. Nell’ottobre del 2024 gli scienziati di Oxford hanno ricevuto ingenti fondi per mettere a punto un vaccino preventivo per il carcinoma ovarico. Si attendono i primi risultati e le aspettative, considerando le premesse, sono decisamente alte.
Immunoterapia
Intanto l’immunoterapia ha mostrato risultati positivi in alcuni tipi di cancro, come il melanoma e il cancro ai polmoni, e comprende approcci come gli inibitori del checkpoint immunitario, che permettono al sistema immunitario di riconoscere e combattere meglio le cellule tumorali. L’immunoterapia al momento è l’arma più potente contro i tumori sia per la cura che cerca di stimolare la difesa dall’aggressione delle cellule tumorali, sia per le ricerche in laboratorio dove si cerca di creare sostanze identiche ad alcune presenti, come un esercito personale, a difesa del nostro organismo. Per esempio gli anticorpi.
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